L’immagine abituale della biblioteca scolastica quale luogo di consultazione di un repertorio documentario strettamente legato alle discipline, fruibile solamente dagli alunni interni e dai docenti, è superata dalla nuova concezione di biblioteca multimediale. Ma pensare la biblioteca come insieme, anche ricchissimo, di servizi e di funzioni intesi come strumenti finalizzati alla realizzazione di progetti didattici o attività culturali, fruibili da chiunque, significa ancora una volta ridurla ad un “luogo”, ad una struttura, la cui funzione dipende dal punto di vista di chi le si avvicina, ad ogni modo sempre “altra”, tutt’al più “complementare” all’attività scolastica.
Occorre invece costruire “un’identità” della biblioteca scolastica e questo è possibile strutturandola come una comunità di pratica, un ambiente di cooperazione che coinvolge le figure appropriate ai diversi contesti, caratterizzata dall’aggregazione e dal coinvolgimento dei diversi protagonisti della vita scolastica attraverso la condivisione di conoscenze e di pratiche collaborative che favoriscano l’apprendimento alla pari. In questo modo è possibile gettare basi solide perché la biblioteca scolastica non sia più un luogo materiale, né uno strumento, né un centro meramente divulgativo ma si trasformi in un “ambiente di apprendimento collaborativo” caratterizzato dal senso di appartenenza dei partecipanti.
Antonio Nini
In Definitiva, la Comunità di Pratica, partendo dai Circoli di Lettura passa, attraverso il web.2 alla didattica on line e si arrichisce con gli apporti dei lettori (SegnalaLibro), il supporto dei partners esterni che sovvenzionano ed arricchiscono il patrimonio a disposizione della Biblioteca e le competenze di quanti intendono collaborare per costruire questa nuova forma di condivisione del sapere.
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