Il lago dei cigni
9.14 febbraio
musica Piotr Ilic Ciajkovskij
Balletto di Mosca “La Classique”
diretto da Elik Melikov
coreografie Alexander Vorotnikovd
La compagnia diretta da Elik Melikov si presenta al nostro pubblico con uno dei grandi classici del repertorio ballettistico moscovita Il lago dei cigni, composto da Ciajkovskij tra il 1875 e il 1876. La storia, ispirata al racconto Il velo rubato di Musaus, inizia nel castello del principe Siegfried che, compiuto il ventunesimo anno di età, viene invitato dalla Regina Madre a scegliere una moglie durante una festa organizzata per l’occasione. Il giovane si dimostra disinteressato ma l’amore lo aspetta sulle rive di un lago, nel quale si imbatte durante una battuta di caccia: uno stormo di cigni si trasforma in un gruppo di graziose fanciulle fra le quali spicca Odette.Tra i due è amore a prima vista ma c’è un ostacolo da superare: il sortilegio del malvagio Rothbart che la costringe alla metamorfosi e che può essere spezzato solo grazie ad una esclusiva promessa d’amore. Il mago cerca di scongiurare questo pericolo facendo sedurre il principe da sua figlia, identica ad Odette nell’aspetto ma opposta nella personalità. Sigfried cade nel tranello ma preso dal rimorso corre al lago: il forte sentimento vincerà sul male.
Il balletto, grazie all’apporto del coreografo Alexander Vorotnikov e dei ballerini dalla prestigiosa formazione accademica, è liberato da ogni obsoleto manierismo, reso più adatto ad un pubblico moderno mantenendo tutto il suo incanto.
Le nostre recensioni…
- I BALLERINI DEL LAGO
Martedì 9 febbraio ci siamo trovate catapultate nel balletto del Lago dei cigni, un mondo che ad essere sincera, non conoscevo. Questo genere teatrale è erroneamente ritenuto dai giovani della nostra età poco interessante, e a mio giudizio non c’è niente di più sbagliato, perché mi sono trovata in un vortice di emozioni che mi ha investito ed avvolto totalmente. La storia è piuttosto semplice: Siegfried principe a corte, innamorato di Odette, la salva da un incantesimo inflitto dal malvagio Rothbart. L’antagonista con il suo incantesimo la trasforma in cigno, e da qui il nome dell’opera. Ma al di là della trama, ciò che colpisce e che da i brividi, è la bravura della compagnia russa che ha interpretato il balletto: i movimenti aggraziati della prima ballerina, il fondamentale appoggio dell’uomo, la sincronia perfetta del corpo di ballo intorno e l’allegria del giullare, donano allo spettatore una forte alienazione dalla realtà che ti cattura e ti avvolge totalmente. La scenografia è molto originale: fra una scena e l’altra, viene calata dall’alto una tela con disegnato un laghetto con sei cigni, una scelta che permette un continuo cambio di sfondi, colori e suggestivi giochi di luci. Concludendo dobbiamo ammettere che il nostro commento, puramente emozionale e poco tecnico, si è voluto fermare alla visione complessiva dello spettacolo: ci rendiamo conto che non avendo ancora la capacità culturale per poter comprendere e recensire un momento artistico di tale livello, possiamo solo cercare di divulgare le sensazioni che si provano vedendolo. Siamo come due volti del popolo che volgono lo sguardo verso un bellissimo quadro: il fascino è massimo, la comprensione è intuitiva, ma i dettagli sfuggono inevitabilmente al nostro occhio.
Acquesta Paola e Fasano Irene
